Per il 204° incontro del 27 luglio 2017, il GdL sta leggendo "Cosa resta di noi" di Giampaolo Simi

Giampaolo Simi
Cosa resta di noi
Sellerio




Una nevicata senza precedenti, una coppia in crisi, una donna svanita nel nulla. Giornali e social media iniziano a parlare dell’«impiegata quarantenne» scomparsa senza lasciare una riga o un indizio. Un amore dolcissimo che diventa veleno. Un noir che graffia l'anima.
Premio Scerbanenco - La Stampa 2015

Un noir che disturba e sorprende, una tensione che sale piano come la marea. La storia di un amore che lentamente si trasforma in veleno, di un vuoto intimo che trasfigura una ragazza meravigliosa. In questo senso Cosa resta di noi fa pensare ai romanzi di Patricia Highsmith.
Guia, la protagonista, chiama «morte vista al contrario» la sua impossibilità di avere un figlio: «una vita che non solo non inizia ma non riesce nemmeno ad essere concepita». Eppure è una ragazza nata per essere felice, di antica famiglia, scrittrice indirizzata al successo, sposata con un uomo che ama ed è pazzo di lei. Ma è in questa unione di felici che si infiltra il «lutto al contrario» del figlio mancato, come una crepa che si allarga e non si può fermare. Edo, il marito, il Narratore, segue le scene da questo matrimonio che si sta suicidando, nel letargo dorato degli inverni in Versilia, mentre Guia riversa in un prossimo romanzo tutta la sua disperazione e scrive di un tempo diverso da quello che stanno vivendo. Intorno le quiete banalità di coloro che «hanno tempo, soldi ed energie in surplus». Ma ad un tratto lo scenario cambia. Nella vita di Edo appare un’altra donna che però, pochi giorni dopo, svanisce nel nulla inspiegabilmente. La sua scomparsa diventa il caso del momento, segna l’irrompere di una realtà cieca e distruttiva nella crisi che Edo e Guia stanno cercando di affrontare. La lucida follia del circo mediatico divora torbidi risvolti in nome del conformismo e del pettegolezzo più morboso. Finché cosa resta di loro è soltanto l’assenza.
Giampaolo Simi, con la sua prosa capace di svariare dall’ironia alla tensione, riesce a raccontare di una specie di contagio che parte da una mancanza intima, fisica e spirituale, che si espande e diventa una trappola da cui nessuno riesce più a fuggire.


Giampaolo Simi ha pubblicato Il corpo dell’inglese (2004) e Rosa elettrica (2007). I suoi libri hanno ricevuto vari premi e sono stati tradotti in Francia (nella «Série noire» di Gallimard e presso Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alle fiction «RIS», «RIS Roma» e «Crimini». Con Sellerio ha pubblicato Cosa resta di noi (Premio Scerbanenco 2015) e La ragazza sbagliata (2017).

Venerdì 14 luglio i "Vicini di Pagina" saranno Fiorenza Pistocchi e Simone Caruso



Venerdì 14 luglio, ore 18.30
Per la rassegna “Vicini di Pagina - 4ª edizione”
FIORENZA PISTOCCHI e SIMONE CARUSO
Presentano i loro libri “Il tesoro del Transylvania” (Neos Edizioni)
e “La piuma tra cielo e terra” (Lettere animate)
A cura dell’Assessorato alla Cultura e di D come Donna APS
Centro Culturale “G. Verdi”
Via XXV Aprile – Segrate
Ingresso libero

Fiorenza Pistocchi torna a Vicini di Pagina con il terzo episodio della sua saga nolese - Il tesoro del Transylvania - mentre è l’esordio per Simone Caruso con il suo libro La Piuma tra cielo e terra. Due voci, due autori con i loro libri in un dialogo-presentazione che coniuga tematiche seppure consapevole della indubbia originalità delle due opere.


Il tesoro del Transylvania
Il piroscafo Transylvania, affondato da un sommergibile tedesco davanti alla costa ligure nel 1917, pare essere l’elemento chiave della nuova indagine che appassiona il giovane Vincenzo, vigile urbano di Noli con una spiccata tendenza a trasformarsi in detective. Suspense e fatti storici si intrecciano avvincendo il lettore fino all’ultima pagina.










La Piuma tra cielo e terra
Il libro racconta un’esperienza in grado di trasformare radicalmente la vita di una persona, il Cammino di Santiago. Un viaggio - fatto di incontri, paesaggi, speranze, indecisioni, fatica - che ha permesso all’autore di scoprire il percorso che dall’io conduce al noi.
Ad arricchire l’incontro le letture di Noemi Bigarella.

Per il 203° incontro del 6 luglio 2017, il GdLha letto e commentato "Bel-Ami" di Guy de Maupassant

Guy de Maupassant
Bel-Ami




Allievo di Flaubert, Guy de Maupassant, muovendo dal naturalismo e dall’osservazione dei caratteri e dell’ambiente, fu uno degli scrittori maggiormente originali nella rappresentazione, fra divertita e spietata, di un mondo borghese cupido e sensuale, raggiungendo risultati tra i più alti della letteratura europea dell’Ottocento. Tra le sue opere più note occorre citare Une vie (1883) e Bel Ami (1885).

Esordì con la novella Boule de suif, capolavoro del volume collettaneo Les soirées de Médan, apparso nel 1880 sotto gli auspici di Zola. L’anno stesso pubblicò un volume di poesie, Des vers; poi si dedicò alle novelle e ai romanzi che raccolse in La maison Tellier (1881), Mademoiselle Fifi (1882), Contes de la Bécasse e Clair de lune (1883), Les sceurs Rondoli e Miss Harriett (1884), Yvette e Contes du jour et de la nuit (1885), La petite Roque e Monsieur Parent (1886), Toine e Le Horla (1887), Le rosier de Madame Husson (1888), La main gauche (1889), L’inutile beauté (1890). Movendo dalla scuola naturalistica, costringendosi a un’osservazione precisa dei caratteri, dei costumi, dell’ambiente, riuscì a raffigurare, con divertimento e spietatezza, tutto un mondo borghese essenzialmente cupido e sensuale. Nei racconti fantastici (Le Horla, 1887) emerge il suo interesse per la malattia mentale, mentre nei romanzi (i già citati Une vie, 1883, e Bel Ami, 1885; Mont-Oriol, 1887; Pierre et Jean, 1888; Fort comme la mort, 1889; Notre cceur, 1890) non seguì una formula, o un proposito costante: i primi due, di sviluppo animato, rinnovano in un giro più ampio la sostanza artistica delle novelle; Pierre et Jean è un racconto di salda struttura, di una profonda chiarezza psicologica (Maupassant vi prepose un importante saggio teorico sul romanzo); gli altri sembrano deviare verso un tipo di narrazione artificiosa e mondana. Allievo di Flaubert, amico d’infanzia di sua madre, apprese da lui a dominare, in uno stile quanto mai concreto e preciso, il senso tragico della vita e del nulla e l’ardore sensuale che caratterizzano la sua narrativa, una delle vette più alte della letteratura europea dell’Ottocento. Scrisse anche libri d’impressioni e di viaggio (Au soleil, 1884; Sur l'eau, 1888; La vie errante, 1890), e commedie di cui soltanto Musotte (1891, in collaborazione con J. Normand) destò un certo interesse. Un male nervoso, che lo insidiava pur attraverso la sua attività intellettuale, ebbe il sopravvento, tra la fine del 1891 e il 1892, e lo portò alla follia.









La scrittrice Rosa Teruzzi a Segrate sabato 10 giugno


“Trame gialle e noir di una giornalista che ascolta il respiro di Milano”
Questo il titolo scelto per l’incontro con Rosa Teruzzi, giornalista e scrittrice, che sarà nostra ospite sabato 10 giugno alle ore 17 al Centro Culturale Verdi di via XXV Aprile.

L'Associazione D come Donna e l’Amministrazione comunale di Segrate presentano la sesta edizione della rassegna “Una trama di fili colorati”. Prosegue il percorso per aggregare, coinvolgere, far uscire dal proprio privato, e sollecitare spunti di riflessione sul ruolo della donna, sui suoi diritti oggi come ieri; per far crescere nella donna la stima e la consapevolezza del proprio valore; per allargare uno spazio di dialogo di donne per le donne, e allacciare le tante visioni e sfaccettature del mondo femminile... proprio come una trama di fili colorati!
Dopo aver ospitato la mostra fotografica “Donne d'Africa”, realizzata dai volontari della Onlus “Gente d'Africa”, in occasione della Giornata Internazionale della Donna viene aperta ora una finestra sul mondo dei libri, tradizione ormai consueta all'interno della rassegna. L'incontro con Rosa Teruzzi non sarà solo incentrato sulla presentazione dei suoi romanzi (entrambi pubblicati da Sonzogno) “La sposa scomparsa” e del recentissimo “La fioraia del Giambellino”, due gialli affascinanti che hanno come protagoniste un trio di scatenate detective per le vie di Milano, ma sarà anche l’occasione per parlare della sua professione di giornalista, in particolare di caporedattore della trasmissione televisiva “Quarto grado” in onda su Retequattro.
Palma Agati, anche lei giornalista, dialogherà con Rosa Teruzzi intorno alle vicende dei suoi romanzi sino alla cronaca nera, al fine di offrire al pubblico qualche spunto di riflessione in più sul lavoro delle donne nell'informazione. Le letture di Noemi Bigarella arricchiranno l'incontro.
Vi aspettiamo!!!


Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confinr come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnifi camente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di
nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato.
Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta no a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capo tto nell’impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa, approdando a una verità tanto crudele quanto inaspettata. 




Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a
Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fi oraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?



















202° incontro di giovedì 22 giugno: speciale GdL + Vicini di Pagina: abbiamo incontratao Francesco Poli e il suo libro su Seurat

Giovedì 22 giugno, al Centro Civico "G. Verdi" di Segrate abbiamo incontrato:

FRANCESCO POLI con il suo libro
“Il pittore solitario. Seurat e la parigi moderna” (Mondadori Electa)
 

Con l’autore è intervenuta l’ospite d’eccezione
ROSELLINA ARCHINTO


 
SEURAT: IL PITTORE CHE INVENTÒ I PIXEL 

Il quarto incontro della quarta edizione della rassegna Vicini di Pagina, organizzata dall’Assesorato alla Cultura in collaborazione con D come Donna, ha avuto un ospite d’eccezione: lo storico dell’arte Francesco Poli e il suo nuovo libro Il pittore solitario. Seurat e la Parigi moderna, edito da Mondadori Electa. Ad arricchire l’incontro c'è stata anche Rosellina Archinto, che Segrate è tornata ad accogliere con vivo piacere, dopo averle conferito, nel 2016, il Premio alla Cultura “Ala d’oro”.
L’incontro, arricchito dalle letture di Noemi Bigarella, si è inserito, poi, nella programmazione del nostro Gruppo di Lettura: per i lettori del Gruppo la Parigi descritta da Poli è stata un piacevole quanto interessante approfondimento della Parigi che si trova nelle pagine del romanzo di Maupassant, Bel-Ami, che il GdL sta leggendo per parlarne il 6 luglio prossimo in Biblioteca in uno dei consueti incontri.
Francesco Poli (Torino 1949), insegna all’Université Paris VIII e a Scienze della comunicazione, Università di Torino. Ha curato numerose mostre in spazi pubblici e privati. Collabora con riviste specializzate e con il quotidiano “La Stampa”. Tra i volumi pubblicati: Giulio Paolini, Lindau 1990; La Metafisica, Laterza 2004; Catalogo generale delle opere di Felice Casorati, (con G.Bertolino), 3 vol., Allemandi, 2004; Minimalismo, Arte Povera, Arte Concettuale, Laterza, 2014; Il sistema dell’arte contemporanea, Laterza, (nuova edizione) 2015; Arte moderna. Dal postimpressionismo all’informale, Electa 2007; Arte contemporanea. Le ricerche internazionali dalla fine degli anni’50 ad oggi, Electa, II ed. 2011; La Scultura del Novecento, Laterza 2015; Postmodern Art.1945-Now, Harper Collins Publishers, New York 2008; Collezionisti d’arte; Non ci capisco niente. Arte contemporanea, istruzioni per l’uso, Ed. Electa, Milano 2014. Oltre 1600 persone hanno seguito le sue conferenze alla Gallaria d’Arte Moderna di Torino. Il suo volume Arte contemporanea ha venduto oltre 30.000 copie.

Qui sotto alcuni momenti dell'incontro! 

Dai nostri post di Facebook...

L'incontro con Francesco Poli è stato emozionante e magico! Un viaggio fin dentro quei puntini che tanto hanno caratterizzato i quadri di Seurat! E poi la bellezza e l'onore di aver avuto con noi Rosellina Archinto! Per tutto ma veramente per tutto grazie infinite a Enrica Melossi! E al mitico gruppi di lettura: siete lettrici uniche, straordinarie! Era passata mezzanotte ma eravamo ancora nella casa dei libri, al centro Verdi... Segrate scivolava nella notte, la calura estenuante del giorno sì era finalmente un po' placata, ma noi eravamo ancora lì, tra un ultimo Brindisi, ancora una firma da parte di Poli, mentre l'arte, la letteratura, e soprattutto l'amicizia e la simpatia dipingevano l'atmosfera! Il tutto con un po' di follia!











Per la nostra rubrica dei saggi n. 38 - Giovanni Ziccardi: “L’odio online Violenza verbale e ossessioni in rete” Raffaello Cortina editore, 2016


Di Enrico Sciarini

Il titolo del libro, già mezzo in inglese, lo diventa del tutto trasformandosi in hate speech intendendo con tale espressione l’odio che si esprime non solo verbalmente ma anche con tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione. Per sessanta pagine l’Autore non fa che spiegare gli aspetti giuridici che sono stati adottati nel contesto internazionale per garantire la libertà di espressione da un lato e la dignità della persona dall’altro. Lo fa da esperto perché Ziccardi è professore di informatica giuridica all’Università degli Studi di Milano. Entra nel merito della questione spiegando le differenze tra “l’odio tradizionale” e quello diffuso sulle reti informatiche. Ma per capire di cosa trattino le 245 pagine del libro viene anche spiegato quanto le antiche forme di odio,  razziale, religioso, sessuale, politico, vengano amplificate e divulgate con l’utilizzo di internet, dei social media e dalla telefonia mobile. Una volta che si abbia capito la pericolosità di questa diffusione planetaria dell’odio, l’Autore prospetta le modalità che devono essere messe in atto per contrastarla. Citando i maggiori studiosi del fenomeno, afferma che sia importante “promuovere la diffusione di standard di responsabilità sociale e morale”. Questo significa che “tutti gli esseri umani meritano rispetto e attenzione.” Alla diffusione dell’odio in rete contribuiscono in modo determinante i cosiddetti “provider”, vale a dire i gestori dei “social media”. Essi fanno una forma di autocensura che parte dal principio che “si può attaccare una religione, ma non i fedeli di quella religione”. Secondo Ziccardi internet non è da criminalizzare, è invece necessario mantenere ferma la sua “neutralità”, in tal modo si rende possibile la correzione delle irregolarità e degli abusi sulla rete. Lo strumento, se correttamente utilizzato può essere in grado di contrastare la disseminazione dell’odio. Così come è usato da pochi per diffondere l’odio, esso potrebbe essere usato da molti per diffondere il bene.  Verso la fine del libro viene chiamata in causa la politica: citando il filosofo Roberto Escobar il quale, nel suo libro “La paura in marcia”, afferma che: “compito della politica è quello di portare sicurezza. Purtroppo ci sono uomini politici che, vendendo sé stessi e la propria funzione, diffondono la paura”. Va però detto che la paura non è odio, ma ne può essere la premessa.  Ziccardi mi pare non abbia le doti di divulgatore, il suo libro non è di facile lettura, ma l’argomento è talmente attuale che vale di leggerlo anche se richiede un notevole sforzo di volontà.

Sabato 27 maggio a Belluno con i GdL del Veneto

UN ANNO VISSUTO LETTERARIAMENTE. Incontro dei GDL del Veneto. Ho potuto raccontare l'esemplare esperienza di Segrate con l'intervento "Tra Identità e Sogno". Un grazie a AIB Veneto (meraviglioso gruppo di bibliotecari e lettori), al moderatore Enrico Cerni, allo scrittore Andrea Molesini, a Livio Vianello, a Antonella Bertoldo della Biblioteca di Santa Maria di Sala e a tutti gli ospiti intervenuti. Un abbraccio pieno d'affetto alla scrittrice e amica Monique Pistolato che ho avuto il piacere di citare: "Gruppi di Lettura, laboratori di umanità."
Roberto Spoldi
Coordinatore GdL Segrate