Per la nostra rubrica dei saggi n. 39 - Ta-Nehisi Coates: “Un conto ancora aperto” Codice editore, 2016



di Enrico Sciarini
 

Dopo che nel febbraio di quest’anno ho letto il saggio di Toni Morrison “Giochi al Buio” che per tredici anni avevo lasciato dimentico, ora posso confrontarlo con quello di Coates; entrambi sono afroamericani: La Morrison nel suo saggio mette in evidenza come, nella letteratura statunitense, i personaggi afroamericani hanno sempre un ruolo sottomesso ai bianchi. Coates non tratta la situazione di personaggi ma di persone, di un’intera popolazione lasciata , prima in schiavitù conclamata, poi in quello di schiavitù occultata da falsa libertà. Già la Morrison aveva fatto risalire al ‘700 la supremazia bianca nei confronti dei popoli di colore, Coates più schiettamente scrive che: “Non ammettere che gli USA sono stati costruiti su fondamenti di supremazia bianca …. equivale a ricoprire il peccato di un saccheggio nazionale con quello di una menzogna nazionale.” (p78) In precedenza, a pag 53 si trova scritto: “Nel ventesimo secolo la violenza politica si abbatte senza pietà sui neri.” Coates continua chiedendo che le vessazioni e i danni economici subiti dagli afroamericani vengano risarciti. Il costo per le finanze degli USA sarebbe inaffrontabile, ma Coates ritiene che: “… discutere pubblicamente questi temi abbia un valore paragonabile, se non addirittura superiore alle soluzione specifiche che si potrebbero trovare.” Quello che Coates mette maggiormente i rilievo sono le speculazioni messe in atto dalle immobiliari per costringere la popolazione di colore a risiedere in veri e propri quartieri ghetto. Addirittura fa risalire a queste speculazioni gran parte delle colpe che hanno causato la crisi finanziaria del 2008.  Coates è giovane, è nato nel 1975, il suo primo libro “Tra me e il mondo” è stato un successo editoriale che gli è valso numerosi premi. Di lui se ne sentirà parlare anche in futuro.

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